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El legado de los salvadores (Italiano)
LEGATO DEI SALVATORI
Trad: Claudia Piperno, sobreviviente de la Shoá

Durante la Shoà –Olocausto-, nell´Europa occupata dai nazisti, io ho aiutato ad alcuni ebrei a salvare la loro vita. L´ho fatto a rischio personale e contravvenendo le leggi vigenti che incolpavano gli ebrei di tutti i mali e favorivano la loro persecuzione, detenzione e assasinato. Sapevo che se fossi stato scoperto, avrei avuto lo stesso destino dei perseguitati. Ho reagito quasi senza pensarci e come mi fu possible di fronte alla sofferenza, alla umiliazione, all´ingiustizia e all´assassinio. Non erano persone accusate per via di qualcosa che avevano fatto ma solo per il fatto di essere nati. Erano perseguitati per motivi a loro incomprensibili, e non potevano difendersi nè difendere e proteggere i loro figli. Mi fu impossibile restare indifferente. Nonostante non fossero della mia famiglia, nonostante non fossero amici, nonostante ad alcuni neanche li conoscessi, non potevo continuare a vivere la mia vita senza stendere la mia mano. Forse fossero diversi, credessero diversamente, parlassero diversamente, fossero fisicamente diversi, quelle differenze non potevano nascondermi il fatto che erano persone come me. All´incontrario, in quelle differenze riconoscevo me stesso, perchè sapevo che, guardando dal loro punto di vista, il diverso ero io. L´umano è diverso e le differenze fra individui e fra gruppi formano parte della nostra umanità. Ciò che fanno ad altre persone è come se lo facessero a me. Ciò che succede intorno a me è in parte mia propia responsabilità. Ho vinto la tentazione di rassegnarmi all´idea che non si possa far niente.E non sono stato il solo. Nonostante non siano stati molti, altri come me l´hanno dimostrato con la loro condotta : sempre si può fare qualcosa.

Certo, ho avuto paura. Certo le cose non sono state facili. Certo molte volte vivevo il terrore di ciò che poteva succedermi e lamentavo la mia perduta comodità. Ma non erno momenti di lamenti, rimpianti nè dubbi. Bisognava rispondere con urgenza di fronte all´orrore che ci circondava. Trovare nasciondigli possibili, documenti falsi credibili, alimenti, soldi, medicine, risolvere le malattie ed i problemi che sorgevano ad ogni momento, convincere altra gente ad aiutaren nascondere la mis condotta di fronte ad amici, conoscenti e parenti che potevano denunciarmi. Ho dovuto mentire, sobornare e mantenere allo stesso tempo il simulacro di una vita normale per non destare sospetti. Sapevo che mi potevano scoprire.Ho preso le massime precauzioni e ho avuto la fortuna che altri non ebbero, di avere successo e poter salvare alcune persone senza essere scoperto.

Quello che feci era esplicitamente proibito. Commisi il delitto di disobbedire le leggi con a decisione cosciente e con convinzione. Di fronte a ciò che la legge mi imponeva, scelsi ciò che consideravo legittimo, ciò che credevo che fosse il Bene. Una legge che incoraggi il Male mi era inaccettabile. Nonostante la propaganda insistesse che non si trattava di persone, che erano nemici che dovevano scomparire per il bene della società, non potevo non vedere in ognuno una persona come me, con lo stesso diritto alla vita che avevo io. Ci sono precetti morali superiori a qualsiasi legge, sono quelli che ci guidano e che cercherò di trasmettere ai miei figli perchè loro a sua volta li trasmettano ai loro. Il Bene è per me un´idea chiara e semplice, che si può riassumere nel «ama il tuo prossimo come te stesso». E vedo come il mio prossimo ogni essere umano, pensi come pensi, creda in ciò che creda, parli come parli, abbia l´aspetto che sia. Questo è il mio legato. È ciò che mi hanno insegnato. È anche ciò che ho imparato. Quello che ho fatto non ha alcun merito nè richiede nessun riconoscimento particolare. Era quello che bisognava fare.

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Sunday 12-Feb-2006 7:58 PM
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